Entrare in una casa e sentirsi immediatamente al posto giusto. È una sensazione che può capitare di provare quando si gira di via in via alla ricerca del nostro nuovo appartamento. E da qualche anno c’è una professione che rende questa sensazione il suo obiettivo finale. Si tratta, in realtà, di una vera e propria arte: l’home staging.

Home stager, dove nasce e cosa fa

Nata negli Stati Uniti a metà degli anni Ottanta, la figura dell’home stager è sbarcata in Italia solo recentemente. Al mercato immobiliare, caratterizzato da un drastico calo dei prezzi e delle compravendite, serviva una sferzata di energia e di novità. E così ecco arrivare questa nuova figura professionale, che ha il compito di individuare i punti deboli di un appartamento e di valorizzarne i punti di forza.

Secondo il sito HomePhilosophy le caratteristiche che deve avere l’home stager sono almeno quattro:

  • La passione per la casa, ovviamente. L’home stager deve essere capace di preparare una casa in modo da venderla o affittarla nel minor tempo possibile. Per questo servono gusto per l’arredamento e cura dei dettagli;
  • Conoscenza del mercato immobiliare. Una delle cause dello sviluppo dell’home staging è la crisi che ha colpito il settore immobiliare negli ultimi anni. Ecco perché, per l’home stager, è fondamentale conoscere le dinamiche del settore e tenersi aggiornato sulle tendenze di compravendite e locazioni;
  • Competenze tecniche. Saper arredare una casa, saper abbinare con gusto tessuti e colori. Ma anche saperci fare con la fotografia d’interni. Per svolgere al meglio il proprio lavoro, l’home stager deve saper valorizzare il tutto con la fotografia;
  • Conoscere l’Ikea come le proprie tasche. Ebbene sì, non c’è posto migliore per un home stager. Idee a volontà e prezzi accessibili anche per budget ridotti: l’Ikea è un grande alleato per chi vuole buttarsi in questo mestiere.

A febbraio frenano ancora le richieste di mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane. Secondo il Barometro Crif, infatti, la situazione è migliorata rispetto al primo mese del 2018 ma, facendo riferimento a febbraio 2017, si è registrato un calo del 6,9%. Il trend negativo è riconducibile al ridimensionamento delle richieste di surroga rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Importo e durata media dei mutui in Italia

Per quanto riguarda l’importo dei mutui, il valore medio richiesto si è attestato sui 126.064 €+1,3%rispetto al corrispondente mese del 2017. Andando ad approfondire la distribuzione delle richieste per fasce d’importo, si è evidenziato che è la classe compresa tra 100.001 e 150.000 euro a registrare ben il 29,4% del totale. A seguire si trova la classe fino a 75.000 € con un percentuale del 26,5%.

Dal punto di vista della durata media di un mutuo, anche per febbraio è la fascia compresa tra i 16 e i 20 anni (24,6% del totale) ad essere la preferita da chi richiede un prestito.

Il secondo mese del 2018 vede confermarsi anche l’età media dei richiedenti: sono sempre gli italiani tra i 35 e i 44 anni a stipulare più mutui, il 34,5% sul totale. Al secondo posto si posiziona, invece, il segmento che va dai 25 ai 34 anni.

Inoltre, è da notare come si stia modificando radicalmente la modalità di contatto tra aziende di credito e richiedenti. Le innovazioni in questo settore stanno spostando sempre più le leve del potere decisionale nelle mani dei consumatori.

Dopo un 2017 incredibilmente positivo e la rapida ripresa dei mercati dopo il sell-off di inizio febbraio, è forse inevitabile che gli investitori stiano ripensando le proprie strategie. Molti commentatori parlano di come posizionarsi per una corsa sfrenata dei prezzi azionari e altrettanti ventilano la possibilità di un crash per i mercati sulla falsariga del 1987. In questo quadro, ecco una guida in tre passi su come affrontare un mercato rialzista ormai maturo.

 

Non essere avidi

Dopo una fase di mercato ribassista, bisogna concentrarsi sull’opportunità di catturare quanto più rialzo possibile via via che le valutazioni tornano su livelli neutrali. Tuttavia, oggi ci troviamo in un frangente di mercato molto differente: le valutazioni sono molto tirate e a questo punto del ciclo bisogna essere pronti a lasciare un po’ di ritorni sul terreno. E a non inseguire i titoli growth.

 

Diversificare

Una delle sfide odierne è che, con i tassi sul cash così bassi, non ci si può permettere di star fuori dai mercati. Sebbene la Federal Reserve stia alzando i tassi, la liquidità offerta dalle Banche centrali in Europa e in Giappone è ancora molto elevata e i mercati potrebbero continuare a salire. Per restare investiti ma in maniera prudente, potrebbe essere opportuno distribuire il rischio tra diverse fonti di ritorni. In concreto, abbiamo diversificato i nostri portafogli con esposizioni alternative, come per esempio approcci relative value e strategie valutarie. Nel comparto azionario, abbiamo una certa esposizione sui titoli value, che sono rimasti indietro rispetto al mercato e mostrano una minor sensibilità verso i tassi di interesse.

 

Avere una exit strategy

Quali indicatori state monitorando per capire quando cambiare direzione? E’ cruciale identificare oggi questi indicatori, e restar disciplinati. Nel nostro caso, siamo focalizzati sugli indicatori ciclici, che segnalano ancora un quadro benevolo, ma un passaggio a quella che chiamiamo una fase di ‘rallentamento’ del ciclo ci spingerebbe verso una strategia più difensiva. In secondo luogo, bisogna usare le giornate di bassa volatilità per pianificare la propria strategia difensiva. Testiamo i nostri portafogli in vari scenari simulati, per capire quali mosse sarebbero necessarie nelle varie eventualità. Nessuno vorrebbe dover modificare la propria strategia ‘al volo’, nel bel mezzo di una fase di volatilità di mercato

Cresce dello 0,7% rispetto a febbraio e dell’1,9% in confronto a un anno fa la quota degli italiani pronti a comprare una casa nuova.

Trend positivo, secondo l’Osservatorio mensile di Findomestic realizzato in collaborazione con Doxa, anche per le ristrutturazioni (+1,1% su base mensile e +1,9% su base annua) e per i mobili (+0,9% in confronto a febbraio e +2,4% nell’ultimo anno).

Il comparto efficienza energetica fa registrare un segno positivo rispetto allo scorso mese di febbraio, grazie soprattutto all’aumento delle intenzioni di acquisto di infissi/serramenti (+1,2%); infine risulta statico il comparto informatica/telefonica, mentre i veicoli fanno registrare una lieve variazione negativa.