Tra le motivazioni per poter usufruire delle agevolazioni sulla prima casa rientra anche quella relativa a chi acquista nello stesso Comune in cui lavora. Con una risoluzione del 27 aprile l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che una dichiarazione di questo tipo può essere rettificata successivamente all’atto notarile. Ma andiamo con ordine e spieghiamo come si è arrivati a questo provvedimento.

Il caso da cui è partito tutto è quello di un avvocato che aveva aperto uno studio nel paese in cui avrebbe dovuto seguire un nuovo cliente. Contestualmente il professionista aveva acquistato un immobile godendo delle agevolazioni sulla prima casa e dichiarando di avere proprio nel Comune la sua sede di lavoro. Una volta conclusa la compravendita le condizioni lavorative sono decadute e lo studio non è più stato aperto. Da questo proviene la possibilità di rettifica della dichiarazione, nella quale ci si può impegnare a trasferire la propria residenza e la propria sede lavorativa entro i 18 mesi successivi all’atto notarile.

Questo provvedimento si aggancia a quello già esistente per cui le condizioni di accesso alle agevolazioni prima casa possono essere rettificate successivamente all’atto. Sia che si tratti di un acquirente con residenza già stabilita nel Comune, sia che si tratti di un impegno a trasferirsi in 18 mesi, sia che si tratti di qualcuno che lavora o studia nel luogo in cui è ubicato l’immobile, qualora venga riscontrata una dichiarazione mendace o non venga rispettato l’impegno preso, il fisco potrà recuperare il valore dell’imposta maggiorata sull’acquisto, compresa di mora.

Nella classifica delle dieci località più care per l’acquisto di un immobile di lusso, per la prima volta il primo posto è stato assegnato al Principato di Monaco che ha superato Hong Kong. Questo è il principale risultato di un recente studio condotto dalla società di consulenza immobiliare Savills.

 

A MONACO IMMOBILI PREZIOSISSIMI! 

Il record che ha visto il Principato superare tutti e piazzarsi al primo posto come Paese con gli immobili di lusso più cari è giustificato proprio dai valori registrati nel mercato immobiliare monegasco: secondo le rilevazioni dello studio, i prezzi viaggiano su una media di 41.400 euro al metro quadro, contro i 39.100 di Hong Kong, fermatasi al secondo posto. Questa cifra davvero impressionante è il risultato di un aumento dei valori immobiliari pari al 180% negli ultimi dieci anni. Soltanto Shangai ha battuto il Principato di Monaco sul fronte degli aumenti, dato che nella metropoli cinese i prezzi sono saliti del 248% nell’ultima decade. Le grandi città che più spesso associamo al concetto di lusso, come Parigi e New York, hanno vissuto incrementi dei valori immobiliari del lusso decisamente più contenuti, pari rispettivamente al +32% e +45%.

 

IL SUCCESSO DI MONACO

Ma cosa ha decretato il successo indiscusso del piccolo Principato? Certo è che questa comunità di 38.400 abitanti si è sempre classificata come benestante e abbiente. Ma devono essere molti i fattori che hanno contribuito a far diventare Monaco il posto più caro del mondo per comprare un immobile di lusso. Secondo gli esperti della società che ha condotto questo studio, una fiscalità “dolce” è la causa principale di questo successo. Montecarlo, grazie a una pressione fiscale favorevole ai più ricchi, si è aggiudicato la fama di location perfetta per vivere, lavorare e divertirsi. Per la tredicesima volta consecutiva, si è superata la soglia dei due miliardi di euro di transazioni l’anno, arrivando negli ultimi dodici mesi alla cifra di 2,7 miliardi. Nel dettaglio, per un bilocale il costo medio si è attestato sui 36.300 euro al metro quadro, mentre per chi cerca appartamenti con quattro o più stanze si sale a un valore di 48.500 euro al metro quadrato.

 

CHI COMPRA CASA NEL PRINCIPATO 

Ma chi sono i super ricchi del pianeta che possono permettersi di comprare un immobile di lusso nel posto più caro del mondo? Secondo Savills, negli ultimi dodici mesi, gli acquirenti più attivi sono stati gli inglesi, gli scandinavi e i sudafricani. A questi si aggiungono gli italiani, forti di una vicinanza geografica che consente loro di guardare a Montecarlo anche come il posto perfetto per una seconda casa da usare per le vacanze. Per il futuro gli esperti non sono così sicuri che questo trend in salita proseguirà ancora per molto. Dei valori immobiliari così alti da dare al Principato addirittura un primato mondiale, porteranno i proprietari a essere meno propensi alla negoziazione dei prezzi, forti di una fama molto popolare. Questo, a lungo andare, potrebbe portare a un calo delle compravendite. Certo è che il Principato si appresta a vivere un’intensa stagione di investimenti nelle infrastrutture a cui si somma un azzeramento a breve termine delle nuove costruzioni.

La crescita dell’economia italiana continua, anche se a ritmi più contenuti; è questo ciò che emerge dal quadro delineato da Istat nella Nota mensile sull’economia italiana.

L’economia statunitense rallenta, mentre si consolida la fase di crescita dell’area euro. In Italia i segnali di dinamicità provenienti dal lato dell’offerta e dal commercio estero stentano a rafforzarsi. L’occupazione è in una fase di stabilizzazione mentre i prezzi registrano un nuovo aumento. L’indicatore anticipatore rimane positivo evidenziando però una decelerazione.

Ad aprile l’indice del clima di fiducia dei consumatori rimane stabile con una diminuzione del clima economico e di quello futuro. L’indice composito del clima di fiducia delle imprese ha registrato miglioramenti significativi e diffusi. L’indicatore anticipatore continua a mostrare variazioni positive anche se di intensità più contenuta rispetto al mese precedente.

Le attese sull’evoluzione dell’occupazione per i successivi tre mesi risultano moderate con un lieve peggioramento nei servizi, una stabilità nella manifattura e un miglioramento nel commercio e nelle costruzioni.

Per quanto riguarda i prezzi al consumo, le attese di inflazione degli operatori evidenziano orientamenti leggermente differenti tra loro, confermando però prospettive di crescita ancora moderata.

La quota dei consumatori, che si aspettano per i prossimi dodici mesi prezzi al consumo in aumento, in aprile si è leggermente ridotta rispetto a marzo.

Dalla ricerca condotta da CBRE sull’andamento degli investimenti nel mercato real estate nel primo trimestre 2017, emerge che, nel mercato immobiliare italiano, sono stati investiti poco più di 1,9 miliardi di euro, con una crescita del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

 

Il capitale straniero è nuovamente protagonista, rappresentando il 67% degli investimenti totali del primo trimestre dell’anno, con 1,3 miliardi di euro investiti, in linea con i volumi dei primi tre mesi del 2016. In crescita la quota di capitale domestico che arriva quasi a 600 milioni di capitale investito nel mercato immobiliare italiano, +21% rispetto al primo trimestre 2016.

 

Per quanto riguarda i settori, gli uffici registrano ancora la maggior quota di investimenti, con circa 940 milioni di euro nei primi tre mesi del 2017, crescendo del 12% rispetto allo stesso periodo del 2016. Da segnalare l’acquisizione di un portafoglio uffici per un totale di circa 300 milioni da parte di un player francese, Ardian RE.

 

Segue il settore Retail che ha raggiunto quota 445 milioni di euro, in contrazione del 12% rispetto lo stesso periodo dello scorso anno.

 

Il settore della logistica, con oltre 100 milioni di euro, ha triplicato il volume investito. Questo risultato è dovuto in particolare alla vendita di un portafoglio composto da sei immobili logistici nel nord Italia per un totale di circa 80 milioni.

 

Il settore degli Hotel continua ad attrarre una quota significativa di investimenti registrando un incremento del 48% rispetto ai primi tre mesi del 2016.

 

L’interesse verso le principali piazze di investimento, Milano e Roma, rimane alto. Milano ha attratto oltre il 30% del totale investimenti Italia, con una prevalenza di transazioni che hanno riguardato immobili ad uso direzionale. Roma è stata protagonista di un importante deal uffici quale la vendita dell’Headquarters di una società internazionale del settore consumer services, per circa 80 milioni di Euro.

 

Alessandro Mazzanti, CEO di CBRE Italia: “Continua la crescita del mercato immobiliare, peraltro già prevista, anche durante il primo trimestre dell’anno, con gli investitori stranieri in maggioranza rispetto a quelli domestici. A un decremento, sebbene lieve, di investimenti nel settore retail, si contrappone un aumento consistente nel settore Hotel e una crescita molto sostenuta – in termini percentuali – della logistica, che prevediamo rappresenti l’inizio di un trend positivo che si protrarrà per diversi mesi”.

GLI IMMOBILI DI LUSSO CONTINUANO A CRESCERE

Chi cerca e vuole comprare un’abitazione di lusso nelle principali città italiane, come emerge da una ricerca condotta dagli operatori di mercato, è disposto ad accettare quasi per intero il prezzo proposto dal venditore, ma non transige sull’esclusività dell’immobile. Lo studio è stato condotto, prendendo come riferimento la città di Milano, su 300 potenziali acquirenti di abitazioni da oltre un milione di euro, con prezzo a metro quadrato che parte dai 7.000 € per arrivare ai 18.000 €.

Il primo dato sul profilo della clientela non stupisce, non è un business per giovani. Nel 45% dei casi si tratta di potenziali acquirenti tra i 35 e i 45 anni che operano nel mondo delle professioni o dell’imprenditoria in cerca di un immobile in cui risiedere.

I dati indicano che l’area preferita è il centro e l’essenziale è che l’immobile sia all’interno della cerchia dei Bastioni, all’esterno comprerebbe solo il 3% degli interpellati.

Nel 81% dei casi il cliente non transige sulla location dell’immobile, intesa anche come contesto sociale dove è inserito l’immobile. Gli elementi accessori indicati dai potenziali acquirenti nel 58% dei casi sono un terrazzo al piano di almeno 40 mq, un box doppio considerato essenziale nel 76% dei casi e il piano che per il 68% deve essere almeno il quarto. I palazzi d’epoca sono i più gettonati.

I dati su sconti e tempi di vendita sono del tutto atipici rispetto al mercato normale. Nel 75% dei casi si conclude la vendita con una riduzione del prezzo del 10% sulla richiesta del venditore. Lo sconto è basso perché i prezzi degli immobili di lusso sono andati contro tendenza rispetto al mercato normale, infatti la Borsa Immobiliare negli ultimi 5 anni ha registrato che nelle aree più care della città i valori sono saliti dell’8% e negli ultimi dieci anni del 23%.

L’area più apprezzata della città con un aumento delle preferenze del 56% negli ultimi cinque anni è Parco Sempione, risultato che viene confermato anche dai dati su scala decennale con un +78,6%.